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MASSIMILIANO ALIOTO
Naturale Selvaggio
testi in catalogo di Vittorio Sgarbi e Fabio Migliorati
First Gallery - Roma
dal 30 Settebre al 30 Ottobre 2010
Massimiliano Alioto arriva così alla terza tappa del suo progetto “Naturale”. Dopo Cortina nel 2007, con il ciclo dedicato proprio al paesaggio di montagna, e Milano nel 2008, con quello dedicato al paesaggiomarino, ecco arrivare a compimento l’ultimo capitolo della trilogia naturale di Alioto, con una serie di quadri dedicati alle foreste e agli animali selvaggi. Ancora più “estremo” dei precedenti, perché sempre più figurativo, e con più d’una strizzata d’occhio, tra il sapiente e il divertito, tra il folklore e la tradizione dell’iconografia naturalistica, in puro stile “National Geographic”, con un segno iperfigurativo e sciolto che sembra rimandare vuoi alla pittura romantica, vuoi a certo realismo di stampo ottocentesco.
“La trilogia dedicata al paesaggio naturale”, spiega l’artista,“nasce dopo che per anni avevo rivolto la mia attenzione al paesaggio
urbano. Il paesaggio di montagna ha costituito la prima tappa del progetto, perché da ormai dieci anni vivo in mezzo alle montagne. Il paesaggio marino la seconda, perché è parte del mio Dna, in quanto nativo di Brindisi. Infine, l’amore che nutro da sempre per gli animali e per la natura incontaminata ha portato a questo nuovo ciclo”, che sarà costituito da una quarantina di quadri nei quali si vedono foreste e valli incantate degne di una scenografifa disneyana, e poi tigri, orsi, aironi, scimpanzè, gorilla… “Le immagini di animali”, spiega ancora
Alioto, “provengono quasi tutti da un reportage fotografico che ho fatto allo zoosafari di Fasano, vicino a Brindisi. Del resto, io parto sempre da un dato reale, per esempio una foto o un appunto preso dal vivo su un quadernetto, e poi rielaborato con la pittura in studio. In fondo, la pittura è un meraviglioso gioco, è come una performance in cui non si può mai progettare granché prima: il cuore del quadro nasce sempre dipingendo”. E come mai una così forte virata verso il figurativo più stretto, quasi a un passo dall’illustrazione? “La pittura”, risponde l’artista,“è gioco, è divertimento, è il gusto di sperimentare sempre strade nuove.Ame è sempre piaciuto spaziare tra gli stili più diversi, passando da una pittura magari al limite con l’astrazione a un realismo rigoroso, quasi ossessivo. Non credo nelle etichette e nelle ideologie, oggi con la pittura si può fare di tutto, chiudersi in uno stile preciso e rimanerne ancorati mi sembrerebbe una dannazione”.


